Cani liberi: una vita fuori dai box


 Come tutti sapete, l'Associazione Leda Onlus, sorge su un terreno confiscato alla camorra. 

Purtroppo questo terreno non è grandissimo e questo ci impedisce di dare la possibilità ai nostri ospiti di correre e sgambettare come dovrebbero. 
A tal proposito abbiamo lanciato una raccolti fondi su https://buonacausa.org/cause/associaneleda

per concretizzare un nostro sogno : acquistare un pezzetto di terra adiacente al rifugio che ci darebbe la possibilità di aprire finalmente quei box e far correre i cani all'aria aperta.

Per fare ciò ci hanno chiesto €20.000...cifra per noi impossibile da raggiungere da soli, per questo chiediamo il vostro aiuto!

 

Clicca si "DONA ORA"  e contribuisci anche tu al sogno dei nostri amici a 4 zampe....un filo d'erba dove poter correre!


Dicono di noi...

Nella casa del camorrista il rifugio per cani

di Stella Cervasio

 

Giulietta, una maremmana dolcissima che ha solo tre zampe ma non le manca nient'altro, apparteneva a un detenuto agli arresti domiciliari di Secondigliano. Finì sotto un'auto e dovettero amputarla. Lui non poteva curarla e fu portata ad Acerra, nel "Rifugio di Giorgia", un canile modello sorto proprio nel cuore della Terra dei Fuochi che ha anche un altro primato: è l'unico canile in Italia sorto in un bene confiscato a mafia e camorra.
Giulietta passa serena il suo tempo e non sa che la sua salvezza sono state quelle due casette in mezzo a un prato dove crescono i platani, essenze consigliate perché respingenti per le zanzare, nemiche giurate dei cani a cui causano una brutta malattia, la leishmaniosi.
Lo Stato tolse tutto questo a un boss, Aniello Scudiero detto 'O Cafone. Quella proprietà in fondo a una campagna fatta di appezzamenti coltivati a orti e frutteti, dove tutti temevano il proprietario delle casette che si era recintato con un muro altissimo, era la seconda casa, eredità ricevuta dai genitori: non una villa alla Scarface, ma pur sempre il sancta sanctorum dei suoi segreti. Prima di lasciarla, il boss fece piazza pulita di ogni contenuto compromettente. Il resto lo fece la furia dei vandali che distrussero anche il water e i lavandini.
Il Comune la adibì a deposito dei bidoni della spazzatura dismessi. Il massimo del disprezzo. Quei cassonetti di metallo, poi, furono venduti: si temeva che potessero contenere rifiuti pericolosi, come era accaduto spesso nella zona, ma erano vuoti.
Chi era Scudiero? Uno dei personaggi di spicco del clan di Nicola Nuzzo, luogotenente nell'acerrano di Raffaele Cutolo, capo della Nuova Camorra Organizzata, era poi passato alla concorrenza: il clan della Nuova Famiglia, dove militavano boss come Michele Zaza, tra i pochi affiliati alla mafia e come i Nuvoletta, legati ai Corleonesi.
Nuzzo era un personaggio storico della camorra: il suo nome comparve anche nell'inchiesta sulle trattative che portarono alla liberazione dell'assessore dc Ciro Cirillo rapito dalle Br. Scudiero fu arrestato con altre sei persone  nell'89 per associazione di stampo camorristico nell'ambito delle indagini per l'omicidio di Nicola Nuzzo, massacrato tre anni prima a martellate in una clinica di Roma Villa Margherita dov'era ricoverato.
I beni del boss di Acerra furono sequestrati nel 1993 dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Napoli: beni per 15 miliardi di lire, che si trovavano tra Lazio e Campania: 4 appartamenti, tre appezzamenti di terreno, due negozi di abbigliamento, 4 automobili e due moto di grossa cilindrata.
Tra questi, anche la casa di campagna di Scudiero, condannato per 416 bis. La proprietà venne proposta a due diverse associazioni di protezione civile, che però non la usarono: l'assegnazione dei beni dei camorristi era un fenomeno nuovo, affidarsi con fiducia alle istituzioni che li avrebbero tutelati da eventuali ritorsioni per i volontari non era scontato. L'associazione Leda ci ha creduto e ha tentato l'impresa. Nel 2012, con una bella festa, alla quale parteciparono anche Comune e Prefettura, l'ex fondo di 'O Cafone è diventato il primo rifugio per cani d'Italia ospitato in un bene confiscato.
Non lo sa Giulietta, e non ne sono a conoscenza neppure Bianca, Titina, Sara, Massimo, Fortunato e tutti i loro fratelli: i 70 cani che vivono nell'ex residenza di un boss, in attesa di trovare una famiglia. "Anche per sottolineare che questa è una casa per cani ispirata all'etica e alla legalità, accogliamo volentieri animali che ci vengono affidati dalla magistratura quando sono oggetto di sequestro e aderiamo a progetti per i minori a rischio che vengono a prestare la loro opera per la manutenzione del canile".
A parlare è la presidente dell'associazione Leda, Rossella Pezzella, ex guardia giurata dell'Alenia in pensione che al volontariato animalista ha messo a disposizione tutto quello che aveva: il rifugio è stato realizzato interamente a sue spese, con i soldi del Tfr ricevuto quando ha lasciato il lavoro. Rossella è una donna piena di energia, esigente, rigorosa. Centinaia in questi anni i cani adottati dalle famiglie di tutt'Italia. Dopo aver fatto una vita da grand hotel che a Rossella ha fruttato l'amicizia di molti simpatizzanti.
"Non ci fermiamo. Quando arrivammo qui, i due piccoli edifici erano in rovina e non potevamo toccarli. Non c'era un filo d'erba, era tutto in abbandono, ora una casetta ospita la cucina e la tolettatura e l'altra l'infermeria, l'ufficio e la camera di "Biancona", un mix di maremmano che per la sua taglia in un quartiere a rischio di Napoli era continuamente minacciata di morte. I nostri cani hanno bisogno però di un'area di sgambamento, utile anche per i quattrozampe padronali che non hanno zone verdi a disposizione: abbiamo lanciato un crowd funding per acquistare un terreno di oltre mille metri quadri attiguo al rifugio. Costa 20 mila euro, e io ho già speso tutto quello che avevo. Spero che gli amici degli animali e della legalità ci aiutino".


***CERCASI VOLONTARI***


***Alcuni dei nostri volontari***


***Il nostro Rifugio***



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Associazione
Leda
Onlus.

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contribuirà a salvare tante vite.

 


***CALENDARIO 2017***

Ecco i calendari 2017 dell'Associazione Leda🐕
Volete passare un anno in compagnia dei nostri amici a 4 zampe? 
Volete contribuire al sostentamento dei nostri amici a 4 zampe che ancora cercano famiglia? 
Acquistate I nostri calendari, presso la nostra Associazione, le nostre volontarie o facendoveli recapitare direttamente a casa ❤️


***  Dici no all'abbandono!!!***


L’Associazione Leda Onlus Rifugio di Giorgia 
si occupa di accudire e curare cani randagi, con la finalità di una buona adozione.

Tutto questo è possibile grazie a contributi di sostenitori, soci, altre associazioni Italiane e ai volontari. Le adozioni seguono un iter ben preciso, con controlli pre e post affido, sottoscrizione dei moduli e presentazione dei documenti.



**ALCUNE DELLE NOSTRE ADOZIONI...**


News

Le nostre splendide volontarie Mariarosaria, Claudia e Simona vi aspettano una volta al mese presso il negozio VANITY DOG, via Nicolò Garzilli, 33 Napoli, che ci ospita per una raccolta cibo per gli ospiti del Rifugio di Giorgia - Associazione Leda.
Grazie di cuore!!!!



La "LEGA per la difesa dei diritti animali e dell’ambiente" è un’organizzazione di volontariato nata nel 2008 con lo scopo di elaborare e realizzare progetti socialmente utili, atti a creare una rete di persone pronti ad intervenire per la protezione degli animali e a valorizzare l’intervento umano in campo ambientale.

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